1953 Manuel de la Chica «Coral» SP/PD (ex Pepe Romero)
| Anno | 1953 |
| Parte superiore | Spruce |
| Retro e lati | Padauk |
| Lunghezza della scala | 655 mm |
| Larghezza del dado | 51 mm |
| Finitura | French Polish |
| Paese | Spain |
| Luthier | Manuel de la Chica |
This guitar is no longer available in our inventory. If it interests you, click the ”notify me when available” button to be notified in the event that we re-acquire this guitar for re-sale.
Videos
Descrizione
Questa Manuel de la Chica «Coral» del 1953 è una chitarra classica in abete rosso e padouk proveniente da Granada, appartenuta per molti anni a Pepe Romero: una delle pochissime De la Chica realizzate in questo raro legno.
Padouk, ovvero «Coral»
Fondo e fasce sono in uno splendido padouk (noto anche come «Coral»), un legno che si vede di rado per via della sua scarsità: da qui il nome della chitarra. L’etichetta con l’Alhambra – «Manuel de la Chica, constructor de violines y guitarras, Placeta de la Sillería, 8, Granada» – è firmata al centro e datata 1953.
Ex Pepe Romero
Per molti anni questa chitarra è appartenuta a Pepe Romero. Wesley Park la suona nei video qui sopra: da solo nella Passacaglia di Weiss e con il fratello Alex in «Drewries Accordes».
Suono e condizioni
A suo agio tanto nelle mani di un chitarrista classico quanto in quelle di un flamenchista, ha un carattere lirico e cantabile, ma al tempo stesso sa graffiare se spinta. È leggerissima e ha un volume penetrante. Per la sua età è in condizioni eccellenti, senza alcuna crepa; tuttavia, dopo molti anni di uso regolare, è stata sottoposta a un intervento sulla finitura per ripristinare la lucidatura originale. Uno strumento eccezionale sotto ogni aspetto, opera di questo grande costruttore.
Sfondo
Manuel de la Chica: il grande maestro di Granada
Manuel de la Chica (1911–1998) è con ogni probabilità il più grande costruttore di chitarre che Granada abbia mai avuto. Come innumerevoli altri eccellenti liutai, si formò professionalmente come ebanista. Alla fine degli anni Trenta si dedicò alla costruzione di chitarre, dopo aver conosciuto la chitarra spagnola e esserne rimasto affascinato, soprattutto da quelle di Santos Hernández. Le sue etichette – con la veduta dell’Alhambra – provengono dal suo laboratorio in Placeta de la Sillería, a Granada.
Santos, Barbero e De la Chica
I suoi strumenti vengono spesso paragonati alle chitarre più tarde di Marcelo Barbero (che contribuì a completare diverse chitarre di Santos rimaste incompiute alla morte di quest’ultimo), un confronto che riteniamo molto pertinente e giusto. Come Santos e Barbero, De la Chica era a suo agio nella costruzione di chitarre sia classiche sia flamenche, e i suoi strumenti migliori si prestano con versatilità a entrambi gli stili.
Il ritiro e la riscoperta
Nel 1973 fu costretto a ritirarsi anzitempo dalla liuteria a causa di problemi di salute dovuti all’inalazione di polveri e sostanze chimiche nel suo laboratorio. Dal suo ritiro prematuro fino alla morte, nel 1998, i suoi strumenti caddero in un relativo oblio; tuttavia, il rinnovato interesse degli ultimi decenni e una rivalutazione del suo lavoro hanno convinto molti che il suo contributo, la sua abilità e la sua profonda comprensione dell’arte liutaria lo collochino tra i grandi costruttori di tutti i tempi. Tra coloro che appresero da lui vi fu Antonio Marín Montero, suo allievo e amico.


