1957 Manuel de la Chica con piroli SP/CY
| Anno | 1957 |
| Parte superiore | Abete rosso |
| Retro e lati | Cipresso |
| Lunghezza della scala | 656 mm |
| Larghezza del dado | 51 mm |
| Finitura | French Polish |
| Paese | Spagna |
| Luthier | Manuel de la Chica |
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Descrizione
Questa Manuel de la Chica del 1957 è una blanca flamenca in abete rosso e cipresso con tradizionali piroli in legno, costruita a Granada negli anni Cinquanta.
Una flamenca di metà Novecento con piroli
È un vero mostro di blanca flamenca in stile metà Novecento, rappresentativa di questo stile quanto qualsiasi strumento di qualunque altro costruttore dell’epoca. È dotata di piroli alla vecchia maniera, che ne fanno a tutti gli effetti una classica flamenca tradizionale di metà secolo. L’etichetta, stampata in verde, è firmata e datata agosto 1957.
Suono e suonabilità
Leggera come una piuma, ha un suono enorme e graffiante e un grande mordente flamenco, con un volume penetrante; eppure, se assecondata, sa essere anche lirica e cantabile. È uno strumento estremamente versatile, di una vivacità e di un’energia incredibili. Grazie al manico sottile e comodo e alla risposta scattante, è facilissima da suonare, come di consueto per questo costruttore.
Condizioni
Per la sua età è in ottime condizioni: a parte due crepe sulla tavola armonica (di cui una risanata con un inserto di legno) e due crepe sul fondo, tutte riparate e stabili, è in eccellente stato e pronta per il concerto.
GSI Foundation
Questa chitarra è stata donata alla nostra organizzazione benefica senza scopo di lucro, la GSI Foundation. Le vendite di chitarre tramite la GSI Foundation raccolgono fondi a diretto beneficio dell’educazione musicale nelle scuole pubbliche.
Sfondo
Manuel de la Chica: il grande maestro di Granada
Manuel de la Chica (1911–1998) è con ogni probabilità il più grande costruttore di chitarre che Granada abbia mai avuto. Come innumerevoli altri eccellenti liutai, si formò professionalmente come ebanista. Alla fine degli anni Trenta si dedicò alla costruzione di chitarre, dopo aver conosciuto la chitarra spagnola e esserne rimasto affascinato, soprattutto da quelle di Santos Hernández. Le sue etichette – con la veduta dell’Alhambra – provengono dal suo laboratorio in Placeta de la Sillería, a Granada.
Santos, Barbero e De la Chica
I suoi strumenti vengono spesso paragonati alle chitarre più tarde di Marcelo Barbero (che contribuì a completare diverse chitarre di Santos rimaste incompiute alla morte di quest’ultimo), un confronto che riteniamo molto pertinente e giusto. Come Santos e Barbero, De la Chica era a suo agio nella costruzione di chitarre sia classiche sia flamenche, e i suoi strumenti migliori si prestano con versatilità a entrambi gli stili.
Il ritiro e la riscoperta
Nel 1973 fu costretto a ritirarsi anzitempo dalla liuteria a causa di problemi di salute dovuti all’inalazione di polveri e sostanze chimiche nel suo laboratorio. Dal suo ritiro prematuro fino alla morte, nel 1998, i suoi strumenti caddero in un relativo oblio; tuttavia, il rinnovato interesse degli ultimi decenni e una rivalutazione del suo lavoro hanno convinto molti che il suo contributo, la sua abilità e la sua profonda comprensione dell’arte liutaria lo collochino tra i grandi costruttori di tutti i tempi. Tra coloro che appresero da lui vi fu Antonio Marín Montero, suo allievo e amico.
