1961 Manuel de la Chica SP/CY
| Anno | 1961 |
| Parte superiore | Abete rosso |
| Retro e lati | Cipresso |
| Lunghezza della scala | 656 mm |
| Larghezza del dado | 51 mm |
| Finitura | French Polish |
| Paese | Spagna |
| Luthier | Manuel de la Chica |
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Descrizione
Questa Manuel de la Chica del 1961 è una blanca flamenca in abete rosso e cipresso proveniente da Granada, rilucidata e pronta per il palco.
Una classica blanca di Granada
Poche chitarre incarnano la blanca flamenca di metà Novecento come questa: una flamenca classica e tradizionale sotto ogni aspetto, esempio dello stile all’altezza di qualsiasi strumento dell’epoca. L’etichetta, stampata in viola, è firmata da De la Chica e datata 1961.
Suono
Leggerissima e piena di energia, ha una voce enorme e graffiante, con autentico mordente flamenco e volume penetrante, e, se assecondata, anche un lato lirico e cantabile. Il manico sottile e comodo e la risposta scattante la rendono facilissima da suonare, come è tipico delle sue chitarre.
Condizioni
Per la sua età è in ottime condizioni: a parte una crepa sulla tavola armonica, ben riparata e stabile, è in eccellente stato e pronta per il concerto; è stata inoltre rilucidata di recente, per cui al momento la finitura non presenta alcuna usura.
Sfondo
Manuel de la Chica: il grande maestro di Granada
Manuel de la Chica (1911–1998) è con ogni probabilità il più grande costruttore di chitarre che Granada abbia mai avuto. Come innumerevoli altri eccellenti liutai, si formò professionalmente come ebanista. Alla fine degli anni Trenta si dedicò alla costruzione di chitarre, dopo aver conosciuto la chitarra spagnola e esserne rimasto affascinato, soprattutto da quelle di Santos Hernández. Le sue etichette – con la veduta dell’Alhambra – provengono dal suo laboratorio in Placeta de la Sillería, a Granada.
Santos, Barbero e De la Chica
I suoi strumenti vengono spesso paragonati alle chitarre più tarde di Marcelo Barbero (che contribuì a completare diverse chitarre di Santos rimaste incompiute alla morte di quest’ultimo), un confronto che riteniamo molto pertinente e giusto. Come Santos e Barbero, De la Chica era a suo agio nella costruzione di chitarre sia classiche sia flamenche, e i suoi strumenti migliori si prestano con versatilità a entrambi gli stili.
Il ritiro e la riscoperta
Nel 1973 fu costretto a ritirarsi anzitempo dalla liuteria a causa di problemi di salute dovuti all’inalazione di polveri e sostanze chimiche nel suo laboratorio. Dal suo ritiro prematuro fino alla morte, nel 1998, i suoi strumenti caddero in un relativo oblio; tuttavia, il rinnovato interesse degli ultimi decenni e una rivalutazione del suo lavoro hanno convinto molti che il suo contributo, la sua abilità e la sua profonda comprensione dell’arte liutaria lo collochino tra i grandi costruttori di tutti i tempi. Tra coloro che appresero da lui vi fu Antonio Marín Montero, suo allievo e amico.
