1971 Manuel de la Chica SP/CY
| Anno | 1971 |
| Parte superiore | Spruce |
| Retro e lati | Cypress |
| Lunghezza della scala | 664 mm |
| Larghezza del dado | 52 mm |
| Finitura | French Polish |
| Paese | Spain |
| Luthier | Manuel de la Chica |
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Descrizione
Questa Manuel de la Chica del 1971 è una blanca flamenca in abete rosso e cipresso costruita poco prima del suo ritiro nel 1973, senza crepe.
Una delle sue ultime blanca
Costruita appena due anni prima che fosse costretto a ritirarsi, per la sua età è in ottime condizioni: nessuna crepa e condizioni completamente originali (a eccezione dei golpeador, che sono stati sostituiti). L’etichetta è firmata e datata 1971.
Suono
Blanca leggerissima dal suono enorme e graffiante, con grande mordente flamenco e volume penetrante, se assecondata sa farsi anche lirica e cantabile: estremamente versatile, di incredibile vivacità ed energia. Pur avendo un diapason più lungo, è facilissima da suonare.
Protagonista di molti video
Poche chitarre del nostro museo sono state filmate così spesso: Amir John Haddad («Dos Palomas Vuelan»), Kai Narezo (Soleá), Taso Comanescu con Yoshika Masuda al violoncello («Polo» di Falla) e Fareed Haque in tre brani la suonano tutti nei video qui sopra. Uno strumento eccezionale sotto ogni aspetto, opera di questo grande costruttore.
Sfondo
Manuel de la Chica: il grande maestro di Granada
Manuel de la Chica (1911–1998) è con ogni probabilità il più grande costruttore di chitarre che Granada abbia mai avuto. Come innumerevoli altri eccellenti liutai, si formò professionalmente come ebanista. Alla fine degli anni Trenta si dedicò alla costruzione di chitarre, dopo aver conosciuto la chitarra spagnola e esserne rimasto affascinato, soprattutto da quelle di Santos Hernández. Le sue etichette – con la veduta dell’Alhambra – provengono dal suo laboratorio in Placeta de la Sillería, a Granada.
Santos, Barbero e De la Chica
I suoi strumenti vengono spesso paragonati alle chitarre più tarde di Marcelo Barbero (che contribuì a completare diverse chitarre di Santos rimaste incompiute alla morte di quest’ultimo), un confronto che riteniamo molto pertinente e giusto. Come Santos e Barbero, De la Chica era a suo agio nella costruzione di chitarre sia classiche sia flamenche, e i suoi strumenti migliori si prestano con versatilità a entrambi gli stili.
Il ritiro e la riscoperta
Nel 1973 fu costretto a ritirarsi anzitempo dalla liuteria a causa di problemi di salute dovuti all’inalazione di polveri e sostanze chimiche nel suo laboratorio. Dal suo ritiro prematuro fino alla morte, nel 1998, i suoi strumenti caddero in un relativo oblio; tuttavia, il rinnovato interesse degli ultimi decenni e una rivalutazione del suo lavoro hanno convinto molti che il suo contributo, la sua abilità e la sua profonda comprensione dell’arte liutaria lo collochino tra i grandi costruttori di tutti i tempi. Tra coloro che appresero da lui vi fu Antonio Marín Montero, suo allievo e amico.






