2024 Mario Grimaldi "1963 Daniel Friederich, ex Ida Presti" SP/AR
| Anno | 2024 |
| Parte superiore | Abete rosso |
| Retro e lati | Palissandro africano |
| Lunghezza della scala | 650 mm |
| Larghezza del dado | 51 mm |
| Finitura | French Polish |
| Paese | Italia |
| Luthier | Mario Grimaldi |
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Descrizione
Mario Grimaldi with Daniel Friederich
Questa chitarra classicaMario Grimaldi "1963 Daniel Friederich, ex Ida Presti" del 2024, con tavola armonica in abete del Giura e fondo e fasce in palissandro africano, è realizzata in Italia e si ispira alla Daniel Friederich del 1963 di Ida Presti, in occasione del centenario della sua nascita.
Un omaggio a Friederich del 1963 di Ida Presti
Per commemorare il centenario della nascita della grande chitarrista Ida Presti (1924-1967), Mario ha scelto di costruire una serie di chitarre ispirate alla sua chitarra Daniel Friederich del 1963. La Friederich originale di Presti è attualmente in possesso di un caro amico di Mario, che ha quindi potuto esaminarla e misurarne accuratamente ogni dettaglio. Le chitarre di questa serie dedicata a Ida Presti sono più "ispirate" a questa Friederich del 1963 che una copia letterale, come invece accade in questo caso.
Abete del Giura, rosetta e paletta
Per questa chitarra, Mario ha utilizzato una tavola armonica in abete rosso di 40 anni proveniente dalla regione del Giura, una zona alpina tra la Svizzera e la Francia, la stessa area da cui Friederich e, successivamente, Romanillos si rifornivano di legni. La rosetta è un disegno personale di Mario; solo nella parte centrale cita Friederich, con i mosaici sovrapposti a forma di fagiolo. La paletta è scolpita a mano e richiama nuovamente Friederich, sebbene non letteralmente nella forma: è finemente modificata secondo il gusto personale di Mario. Le meccaniche sono Alessi.
Un suono alla Friedrich
Il suono di questa chitarra ricorda molto quello di Friederich: ha una risonanza profonda e cavernosa, simile a quella di una cattedrale, con fondamentali solidi e robusti al centro di ogni nota, che le conferiscono un timbro setoso, ricco e stratificato senza perdere in chiarezza. Produrre un suono è facilissimo, poiché la chitarra risponde al minimo tocco: è davvero difficile emettere una nota stonata! Nel complesso, una chitarra davvero impressionante, opera di questo affascinante liutaio, con un background così vario e interessante e con un'esperienza e una conoscenza acquisite in decenni di lavoro e ricerca dedicati.
Sfondo
Mario Grimaldi: da modellista a liutaio
Nato a Filippa di Mesoraca (Crotone), in Italia, nel 1957, Mario Grimaldi ha iniziato a lavorare il legno all'età di sedici anni come modellista presso l'azienda Eligio Re Fraschini, dove venivano realizzati i modelli per le monoposto di Formula 1 della Ferrari. Si è avvicinato al mondo della chitarra classica come esecutore, studiando chitarra classica e contrabbasso presso la Scuola Civica di Musica di Milano dal 1982. Nel 1986 ha frequentato il corso di liuteria con il liutaio Carlo Raspagni, che gli ha trasmesso la passione per la costruzione di chitarre a livello professionale, e nel 1989 ha aperto il proprio laboratorio dedicato esclusivamente alla costruzione di chitarre classiche. Oggi il suo laboratorio si trova a Ovada (Alessandria) e GSI è orgogliosa di essere il suo rivenditore esclusivo negli Stati Uniti.
Bouchet, Hauser e Alirio Díaz
Le prime chitarre di Mario si ispiravano in gran parte al lavoro diRobert Bouchet . Quando il grande Alirio Díaz gli commissionò una chitarra nel 1996, Díaz permise a Mario di studiare la suaHermann Hauser I del 1951, che influenzò profondamente lo stile in evoluzione di Mario; da allora, ne ha adottato molte caratteristiche di design, incluso un modello in stile Hauser di sua creazione.
L'eredità dei Gallinotti
Nel 2001 Mario strinse amicizia con Carlo Gallinotti, figlio e unico assistente di Pietro Gallinotti (1885-1979), figura iconica della liuteria italiana e probabilmente l' inventore originale del top in cedro . Mario rimase affascinato dall'eredità e dallo stile di Gallinotti e ereditò molti degli stampi, degli strumenti e dei materiali dalla bottega di Gallinotti, che ha studiato e descritto ampiamente. Considera Gallinotti un'altra fonte di ispirazione per il suo stile eclettico.
Restauro, ricerca e libri
Oltre a costruire chitarre, Mario restaura chitarre d'epoca e storiche e da molti anni cura un'importante collezione privata di chitarre del XX secolo realizzate dai grandi liutai spagnoli ed europei. Ha tenuto conferenze in diversi conservatori italiani sulla liuteria storica italiana del XX secolo e ha pubblicato i libri "Pietro Gallinotti liutaio di Solero" (2006, scritto con Mario Dell'Ara) e "Il legno che canta" (Curci, 2013, scritto con Angelo Gilardino).
