1955 Manuel Velázquez N. 151 SP/CSAR
| Anno | 1955 |
| Parte superiore | Spruce |
| Retro e lati | CSA Rosewood |
| Lunghezza della scala | 645 mm |
| Larghezza del dado | 50 mm |
| Finitura | French Polish |
| Paese | USA |
| Luthier | Manuel Velázquez |
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Descrizione
Questa Manuel Velázquez del 1955 è una chitarra classica in abete rosso e palissandro CSA costruita a New York, con il numero 151 scritto a mano sull’etichetta.
N. 151
La chitarra reca l’etichetta a cartiglio che il liutaio utilizzò per il resto della sua carriera – «Manuel Velázquez, Constructor de Guitarras, New York» – datata a mano e firmata «Manuel Velázquez» al centro; il numero #151 è scritto nell’angolo in alto a sinistra. È una chitarra da concerto di dimensioni piene e dimostra quanto Velázquez si fosse avvicinato, a metà degli anni Cinquanta, alle Hauser dello stesso periodo – nell’aspetto e negli acuti brillanti, nei bassi stabili e nella netta separazione delle voci, lo stile «teutonico» sviluppato da Hermann Hauser I.
Condizioni
Una crepa visibile della tavola armonica lungo la giunzione centrale è stata riparata dall’esterno, senza tracce all’interno, e ai lati della tastiera vi sono crepe riparate e stabili. Fondo e fasce sono integri. Jennifer Kim la suona nel video qui sopra.
Sfondo
Manuel Velázquez: un maestro americano nella tradizione spagnola
Manuel Velázquez (1917–2014) nacque a Porto Rico e si affermò a New York, dove il suo laboratorio al 420 della Third Avenue divenne un punto d’incontro per i maggiori chitarristi. Fu forse il più grande liutaio americano a costruire nella tradizione europea, e le sue chitarre non hanno nulla da invidiare, per fattura e per suono, a quelle dei suoi contemporanei spagnoli e tedeschi. In una carriera di quasi otto decenni – a New York, a Porto Rico, in Virginia e in Florida – i suoi strumenti furono suonati da Andrés Segovia, Julian Bream, Pepe Romero, Rey de la Torre e Sabicas, e da musicisti ben lontani dal mondo classico, da Earl Klugh a Paul Simon e Keith Richards.
Il suono Velázquez
Le chitarre di Velázquez vengono paragonate soprattutto a quelle di Hermann Hauser I e Hermann Hauser II – non solo nell’aspetto, ma anche nel tipo di suono: grande chiarezza e separazione tra le voci, equilibrio perfetto, acuti brillanti su bassi stabili e un timbro naturale, bellissimo e «legnoso». La maggior parte delle sue chitarre segue questo modello compatto, vicino alle Hauser; negli anni Settanta e nei primi anni Ottanta costruì anche una cassa più grande e arrotondata, più profonda e dal suono ancora più ampio. Il figlio Alfredo Velázquez, che ha imparato il mestiere nel laboratorio paterno, ne prosegue la tradizione.
Libri su Manuel Velázquez
Una Velázquez del 1978 – chitarra passata in seguito per le nostre mani – è riprodotta nel libro di Alberto Martínez «34 Classical Guitars in Life Size», e una Velázquez del 1955 della collezione Russell Cleveland compare in «The Classical Guitar – A Complete History»:



