1971 Manuel Velázquez SP/PF
| Anno | 1971 |
| Parte superiore | Spruce |
| Retro e lati | Pau Ferro |
| Lunghezza della scala | 650 mm |
| Larghezza del dado | 52 mm |
| Finitura | French Polish |
| Paese | USA |
| Luthier | Manuel Velázquez |
This guitar is no longer available in our inventory. If it interests you, click the ”notify me when available” button to be notified in the event that we re-acquire this guitar for re-sale.
Descrizione
Questa Manuel Velázquez del 1971 è una chitarra classica in abete rosso e pau ferro – una Velázquez di transizione tra le chitarre degli anni Sessanta e il modello più grande degli anni Settanta.
Una Velázquez di transizione
La catenatura deriva dai lavori degli anni Sessanta, ma la cassa è più grande e profonda, con la plantilla (sagoma della cassa) più arrotondata che il liutaio adottò per tutti gli anni Settanta e i primi anni Ottanta. Nonostante il corpo più ampio è molto leggera, con un suono e una risposta che ricordano più Miguel Rodríguez che Hauser – una chitarra dal carattere molto più «spagnolo» rispetto ai suoi strumenti tipici.
Materiali
La tavola armonica è in splendido abete rosso «bearclaw» con fitte specchiature trasversali, fondo e fasce sono una serie molto esotica di pau ferro dalla figura quasi tridimensionale, e l’etichetta è quella a cartiglio che il liutaio utilizzò per il resto della sua carriera – «Manuel Velázquez, Constructor de Guitarras, New York» – datata a mano e firmata «Manuel Velázquez» al centro. Il manico affusolato è molto facile da suonare.
Sfondo
Manuel Velázquez: un maestro americano nella tradizione spagnola
Manuel Velázquez (1917–2014) nacque a Porto Rico e si affermò a New York, dove il suo laboratorio al 420 della Third Avenue divenne un punto d’incontro per i maggiori chitarristi. Fu forse il più grande liutaio americano a costruire nella tradizione europea, e le sue chitarre non hanno nulla da invidiare, per fattura e per suono, a quelle dei suoi contemporanei spagnoli e tedeschi. In una carriera di quasi otto decenni – a New York, a Porto Rico, in Virginia e in Florida – i suoi strumenti furono suonati da Andrés Segovia, Julian Bream, Pepe Romero, Rey de la Torre e Sabicas, e da musicisti ben lontani dal mondo classico, da Earl Klugh a Paul Simon e Keith Richards.
Il suono Velázquez
Le chitarre di Velázquez vengono paragonate soprattutto a quelle di Hermann Hauser I e Hermann Hauser II – non solo nell’aspetto, ma anche nel tipo di suono: grande chiarezza e separazione tra le voci, equilibrio perfetto, acuti brillanti su bassi stabili e un timbro naturale, bellissimo e «legnoso». La maggior parte delle sue chitarre segue questo modello compatto, vicino alle Hauser; negli anni Settanta e nei primi anni Ottanta costruì anche una cassa più grande e arrotondata, più profonda e dal suono ancora più ampio. Il figlio Alfredo Velázquez, che ha imparato il mestiere nel laboratorio paterno, ne prosegue la tradizione.
Libri su Manuel Velázquez
Una Velázquez del 1978 – chitarra passata in seguito per le nostre mani – è riprodotta nel libro di Alberto Martínez «34 Classical Guitars in Life Size», e una Velázquez del 1955 della collezione Russell Cleveland compare in «The Classical Guitar – A Complete History»:


