1978 Manuel Velázquez CD/IN
| Anno | 1978 |
| Parte superiore | Cedro |
| Retro e lati | Palissandro indiano |
| Lunghezza della scala | 650 mm |
| Larghezza del dado | 53 mm |
| Finitura | French Polish |
| Paese | USA |
| Luthier | Manuel Velázquez |
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Descrizione
Questa Manuel Velázquez del 1978 è una chitarra classica in cedro e palissandro indiano – la Velázquez riprodotta nel libro «34 Classical Guitars in Life Size», e con un sorriso nascosto all’interno.
Una faccina sorridente al posto della firma
La chitarra presenta due particolarità rare. La tavola armonica è in cedro, una vera chicca per questo liutaio. E la firma che di solito compare sul lato interno della tavola, sopra la buca, manca: al suo posto c’è una piccola faccina sorridente rossa. L’etichetta è quella a cartiglio che il liutaio utilizzò per il resto della sua carriera – «Manuel Velázquez, Constructor de Guitarras, New York» – datata a mano e firmata «Manuel Velázquez» al centro.
Il periodo della «cassa grande»
Costruita durante il periodo della «cassa grande» di Velázquez, con una plantilla più arrotondata e una cassa leggermente più profonda, ha un suono molto ampio e una potenza in più, pur conservando la chiarezza, l’equilibrio e il timbro legnoso che lo contraddistinguono. La chitarra era in condizioni eccellenti, senza crepe né riparazioni; Yuris Zeltins ha montato nuovi tasti per una suonabilità eccezionalmente agevole. Jan Depreter, Reyes González e il Dulcet Guitar Duo la suonano nei video qui sopra.
In «34 Classical Guitars in Life Size»
Questa chitarra è uno dei 34 strumenti riprodotti nel libro di Alberto Martínez, con fotografie e disegni a grandezza naturale:
Sfondo
Manuel Velázquez: un maestro americano nella tradizione spagnola
Manuel Velázquez (1917–2014) nacque a Porto Rico e si affermò a New York, dove il suo laboratorio al 420 della Third Avenue divenne un punto d’incontro per i maggiori chitarristi. Fu forse il più grande liutaio americano a costruire nella tradizione europea, e le sue chitarre non hanno nulla da invidiare, per fattura e per suono, a quelle dei suoi contemporanei spagnoli e tedeschi. In una carriera di quasi otto decenni – a New York, a Porto Rico, in Virginia e in Florida – i suoi strumenti furono suonati da Andrés Segovia, Julian Bream, Pepe Romero, Rey de la Torre e Sabicas, e da musicisti ben lontani dal mondo classico, da Earl Klugh a Paul Simon e Keith Richards.
Il suono Velázquez
Le chitarre di Velázquez vengono paragonate soprattutto a quelle di Hermann Hauser I e Hermann Hauser II – non solo nell’aspetto, ma anche nel tipo di suono: grande chiarezza e separazione tra le voci, equilibrio perfetto, acuti brillanti su bassi stabili e un timbro naturale, bellissimo e «legnoso». La maggior parte delle sue chitarre segue questo modello compatto, vicino alle Hauser; negli anni Settanta e nei primi anni Ottanta costruì anche una cassa più grande e arrotondata, più profonda e dal suono ancora più ampio. Il figlio Alfredo Velázquez, che ha imparato il mestiere nel laboratorio paterno, ne prosegue la tradizione.
Libri su Manuel Velázquez
Una Velázquez del 1978 – chitarra passata in seguito per le nostre mani – è riprodotta nel libro di Alberto Martínez «34 Classical Guitars in Life Size», e una Velázquez del 1955 della collezione Russell Cleveland compare in «The Classical Guitar – A Complete History»:





