1997 Alfredo Velázquez SP/IN
| Anno | 1997 |
| Parte superiore | Spruce |
| Retro e lati | Indian Rosewood |
| Lunghezza della scala | 650 mm |
| Larghezza del dado | 52 mm |
| Finitura | French Polish |
| Paese | USA |
| Luthier | Manuel Velázquez |
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Descrizione
Questa Alfredo Velázquez del 1997 è una chitarra classica in abete rosso e palissandro indiano, opera del figlio e allievo di Manuel Velázquez.
Alfredo Velázquez
Alfredo Velázquez, nato nel 1970, ha appreso il mestiere dal leggendario padre e ha costruito la sua prima chitarra nel 1991; questo strumento risale ai suoi primi anni di attività. La sua etichetta riprende il disegno a cartiglio di quella paterna – «Alfredo Velázquez, Constructor de Guitarras, EE. UU.» – ed è da lui firmata.
Lo stile Velázquez
La chitarra è tipicissima del classico stile Velázquez: costruzione leggera, acuti brillanti e bassi decisi e stabili nella tradizione «teutonica» di Hauser. La tavola armonica è in abete rosso tagliato di quarto, molto denso e a venatura fitta, fondo e fasce sono una bella serie di palissandro indiano, e il manico affusolato è molto facile da suonare. Ricardo Giuffrida, il Mobius Trio e Scott Morris (in una delle sue videolezioni) la suonano nei video qui sopra.
Sfondo
Manuel Velázquez: un maestro americano nella tradizione spagnola
Manuel Velázquez (1917–2014) nacque a Porto Rico e si affermò a New York, dove il suo laboratorio al 420 della Third Avenue divenne un punto d’incontro per i maggiori chitarristi. Fu forse il più grande liutaio americano a costruire nella tradizione europea, e le sue chitarre non hanno nulla da invidiare, per fattura e per suono, a quelle dei suoi contemporanei spagnoli e tedeschi. In una carriera di quasi otto decenni – a New York, a Porto Rico, in Virginia e in Florida – i suoi strumenti furono suonati da Andrés Segovia, Julian Bream, Pepe Romero, Rey de la Torre e Sabicas, e da musicisti ben lontani dal mondo classico, da Earl Klugh a Paul Simon e Keith Richards.
Il suono Velázquez
Le chitarre di Velázquez vengono paragonate soprattutto a quelle di Hermann Hauser I e Hermann Hauser II – non solo nell’aspetto, ma anche nel tipo di suono: grande chiarezza e separazione tra le voci, equilibrio perfetto, acuti brillanti su bassi stabili e un timbro naturale, bellissimo e «legnoso». La maggior parte delle sue chitarre segue questo modello compatto, vicino alle Hauser; negli anni Settanta e nei primi anni Ottanta costruì anche una cassa più grande e arrotondata, più profonda e dal suono ancora più ampio. Il figlio Alfredo Velázquez, che ha imparato il mestiere nel laboratorio paterno, ne prosegue la tradizione.
Libri su Manuel Velázquez
Una Velázquez del 1978 – chitarra passata in seguito per le nostre mani – è riprodotta nel libro di Alberto Martínez «34 Classical Guitars in Life Size», e una Velázquez del 1955 della collezione Russell Cleveland compare in «The Classical Guitar – A Complete History»:





