2026 Marco Bortolozzo CD/IN
| Anno | 2026 |
| Parte superiore | Cedro |
| Retro e lati | Palissandro indiano |
| Lunghezza della scala | 650 mm |
| Larghezza del dado | 52 mm |
| Finitura | French Polish |
| Costruzione di alto livello | Tradizionale |
| incatenatura | tifosi del Seven |
| risonanza della cassa | E/F |
| Accordatrici | Der Jung |
| peso | 2,90 libbre / 1315 g |
| Condizione | Nuovo |
| Paese | Italia |
| la custodia | guscio rigido GEWA |
| Exchange | ExchangePlus |
| Luthier | Marco Bortolozzo |
$8,000.00
Descrizione
Questa "Furore" di Marco Bortolozzo del 2026 è una chitarra classica in cedro e palissandro indiano realizzata a Portogruaro, vicino a Venezia, in Italia – la prima del nuovo modello da concerto dalle linee essenziali di Marco, interamente realizzata a mano dallo stesso musicista.
La "Furore": una chitarra da concerto professionale, dal design essenziale.
La "Furore" è un nuovo ed entusiasmante modello del liutaio italiano Marco Bortolozzo, concepito con un obiettivo ben preciso: creare una chitarra da concerto di qualità professionale a un prezzo più accessibile, senza sacrificare il suono, la reattività e la suonabilità che contraddistinguono i suoi strumenti di fascia alta. Forte della sua esperienza nel design industriale, Marco ha affrontato questo progetto con la filosofia che un oggetto funzionale ben progettato debba raggiungere la massima qualità possibile attraverso i mezzi di produzione più efficienti. Nel caso della Furore, ciò significa eliminare gli ornamenti superflui e semplificare alcuni aspetti costruttivi, preservando al contempo tutto ciò che contribuisce alla resa musicale dello strumento.
È importante sottolineare che la Furore non è uno strumento prodotto in serie né uno strumento per studenti. Ogni chitarra è costruita interamente da Marco in persona nel suo laboratorio, senza l'utilizzo di componenti prefabbricati, e riceve la stessa meticolosa attenzione al suono e alla suonabilità riservata alle sue creazioni più elaborate. Il risparmio è ottenuto grazie a un processo di progettazione e costruzione più snello, piuttosto che a compromessi sulla qualità artigianale. Come afferma Marco, l'idea è quella di eliminare tutto ciò che è superfluo e concentrarsi su ciò che conta di più: il suono.
Costruita sulla chitarra Hauser I Segovia del 1937
Il design stesso affonda le sue radici in una delle chitarre classiche più celebri di sempre: lo strumentoHermann Hauser I costruito per Andrés Segovia nel 1937. Marco utilizza la stessa geometria fondamentale del corpo, ispirandosi a un design rinomato per il suo equilibrio, la sua chiarezza e la sua versatilità musicale. La Furore presenta la tradizionale incatenatura a ventaglio ed è disponibile con tavola armonica in abete o cedro (questo esemplare in particolare è ovviamente nella versione in cedro!), abbinata esclusivamente a fondo e fasce in palissandro indiano. Il suo aspetto sobrio riflette la filosofia alla base del modello: uno strumento elegante e funzionale in cui l'esecuzione musicale ha la precedenza sull'ostentazione estetica.
Suono e suonabilità
In termini di suono e suonabilità, questa chitarra è una vera delizia. Eccezionalmente leggera e reattiva, possiede una meravigliosa risonanza fisica, con una "pulsazione" percettibile sul fondo che si connette direttamente con il corpo del musicista, creando un'esperienza di suono insolitamente intima e coinvolgente. Lo strumento risulta straordinariamente agile sotto le dita, rispondendo senza sforzo alle sottili variazioni di timbro, articolazione e dinamica, offrendo al musicista un eccezionale grado di controllo espressivo. Il top in cedro produce un suono ricco, corposo e appagante, pur mantenendo la fondamentale ben definita, preservando un'eccellente chiarezza, separazione ed equilibrio tra i registri. Il setup è estremamente confortevole e la chitarra ha una qualità che la rende un vero piacere da suonare. Nonostante la sua filosofia progettuale più improntata all'economia, le sue capacità musicali sono tutt'altro che modeste.
Perché "Furore"?
Anche il nome "Furore" ha un significato particolare. Deriva dal titolo italiano del celebre romanzo di John Steinbeck , Furore , ed è una parola che trasmette un'energia travolgente, un'intensità e una passione viscerale. Per Marco, cattura perfettamente lo spirito di questo progetto: una chitarra ridotta all'essenziale, ma concepita con tutta la passione e l'ambizione di uno strumento da concerto di prim'ordine.
Il risultato è una proposta particolarmente interessante da parte di uno dei liutai contemporanei più creativi d'Italia: una chitarra da concerto interamente realizzata a mano, con una solida base storica, un'estetica piacevolmente semplice e un prezzo che rende il lavoro di Marco accessibile a una più ampia gamma di musicisti di alto livello. Siamo lieti di presentare questo nuovo modello e non vediamo l'ora di realizzarne molti altri!
Sfondo
Dal design industriale alla liuteria
Marco Bortolozzo è nato il 5 aprile 1983 a San Vito al Tagliamento, in provincia di Pordenone, nel nord-est Italia, tra vigneti, orti e motori dismessi, e ha imparato fin da piccolo dal padre a maneggiare ogni tipo di attrezzo. Da adolescente ha suonato la chitarra e il basso elettrico – il suo primo strumento fu un basso che costruì da solo – e in seguito ha studiato design industriale all'università, dove ha approfondito la conoscenza dei materiali, dei processi produttivi e del design.
Ispirato da Torres
Verso la fine dei suoi studi, Marco scelse a caso un liutaio dalle pagine gialle e incontrò Dario Pontiggia, che gli raccontò la storia di Antonio de Torres . Dopo un'ora di conversazione, Marco capì che fare il liutaio era ciò che voleva fare nella vita. Dal 2010 è un costruttore di chitarre professionista e le sue chitarre sono facili da suonare, con un'intonazione corretta, bassi profondi, alte frequenze brillanti e un'ampia gamma dinamica.
Da Milano a Portogruaro
Per molti anni Marco ha costruito le sue chitarre a Milano, una delle grandi capitali mondiali del design, la cui architettura continua a influenzare profondamente la sua estetica. Nel 2026 ha iniziato a trasferire il suo laboratorio a Portogruaro, vicino a Venezia, non lontano dalla città natale. GSI rappresenta Marco Bortolozzo negli Stati Uniti.
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