2002 Manuel Velázquez «Torres» SP/IN
| Anno | 2002 |
| Parte superiore | Spruce |
| Retro e lati | Indian Rosewood |
| Lunghezza della scala | 650 mm |
| Larghezza del dado | 54 mm |
| Finitura | French Polish |
| Paese | USA |
| Luthier | Manuel Velázquez |
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Descrizione
Questa Manuel Velázquez del 2002 è una chitarra classica in abete rosso e palissandro indiano che Manuel Velázquez vendette al primo proprietario come modello «Torres».
Un modello «Torres» di Velázquez
La cassa e il ponticello sono leggermente più compatti rispetto al suo consueto modello standard, e la chitarra fu venduta direttamente da Manuel in persona come «Torres»: ne abbiamo vista solo un’altra simile, la «Torres» del 1997 con la sua dedica ad Antonio de Torres. Ha una splendida tavola armonica in abete rosso tagliato di quarto con vistose figure «bearclaw», un filetto centrale sulla paletta e pregiate meccaniche Rodgers argentate con pomoli in ebano.
Suono e condizioni
Il suono ha tutte le qualità tipiche di Velázquez – pulito e puro, con una separazione tra le voci netta come una lama. L’etichetta è quella a cartiglio che il liutaio utilizzò per il resto della sua carriera – «Manuel Velázquez, Constructor de Guitarras, New York» – datata a mano e firmata «Manuel Velázquez» al centro. Le condizioni sono eccellenti, senza crepe né riparazioni e con solo un’usura minima sulla tavola armonica.
Sfondo
Manuel Velázquez: un maestro americano nella tradizione spagnola
Manuel Velázquez (1917–2014) nacque a Porto Rico e si affermò a New York, dove il suo laboratorio al 420 della Third Avenue divenne un punto d’incontro per i maggiori chitarristi. Fu forse il più grande liutaio americano a costruire nella tradizione europea, e le sue chitarre non hanno nulla da invidiare, per fattura e per suono, a quelle dei suoi contemporanei spagnoli e tedeschi. In una carriera di quasi otto decenni – a New York, a Porto Rico, in Virginia e in Florida – i suoi strumenti furono suonati da Andrés Segovia, Julian Bream, Pepe Romero, Rey de la Torre e Sabicas, e da musicisti ben lontani dal mondo classico, da Earl Klugh a Paul Simon e Keith Richards.
Il suono Velázquez
Le chitarre di Velázquez vengono paragonate soprattutto a quelle di Hermann Hauser I e Hermann Hauser II – non solo nell’aspetto, ma anche nel tipo di suono: grande chiarezza e separazione tra le voci, equilibrio perfetto, acuti brillanti su bassi stabili e un timbro naturale, bellissimo e «legnoso». La maggior parte delle sue chitarre segue questo modello compatto, vicino alle Hauser; negli anni Settanta e nei primi anni Ottanta costruì anche una cassa più grande e arrotondata, più profonda e dal suono ancora più ampio. Il figlio Alfredo Velázquez, che ha imparato il mestiere nel laboratorio paterno, ne prosegue la tradizione.
Libri su Manuel Velázquez
Una Velázquez del 1978 – chitarra passata in seguito per le nostre mani – è riprodotta nel libro di Alberto Martínez «34 Classical Guitars in Life Size», e una Velázquez del 1955 della collezione Russell Cleveland compare in «The Classical Guitar – A Complete History»:


