2022 Marco Bortolozzo SP/EE
| Anno | 2022 |
| Parte superiore | Abete rosso |
| Retro e lati | Ebano esotico |
| Lunghezza della scala | 650 mm |
| Larghezza del dado | 52 mm |
| Finitura | French Polish |
| Paese | Italia |
| Condizione | Eccellente |
| Exchange | ExchangePlus |
| Luthier | Marco Bortolozzo |
$12 000,00
Questo è uno strumento straordinario di Marco Bortolozzo, che si è davvero superato per creare una meraviglia estetica e sonora! Il design è profondamente legato al suo background nel design industriale. Per questa chitarra ha esplorato il motivo del "cerchio perfetto", che parte dalla forma della buca e si trasforma poi in altre aree della chitarra, come la parte superiore della paletta e negli intarsi (con cerchi "sovrapposti" intarsiati nella rosetta, nel tallone e persino nelle placche delle meccaniche - anch'esse realizzate da Marco con componenti Gotoh, secondo i suoi standard rigorosi, con ingranaggi "nascosti" per un aspetto a filo frontale. Nota: anche i pulsanti delle meccaniche hanno una forma circolare). I bordi e gli angoli "moderni" si fondono con elementi tradizionali che Marco trae dalle meraviglie architettoniche della sua città (Milano), una delle grandi capitali del design mondiale, e in particolare ha reso omaggio al liutaio del XVIII secolo René François Lacôte, soprattutto con il design della paletta.
La chitarra è estremamente leggera e costruita in modo efficiente, il che si traduce in un suono potente ed esplosivo con bassi profondi e risonanti e acuti melodiosi e simili a una voce. La risposta è immediata e veloce, il che la rende incredibilmente facile da suonare, soprattutto per la mano destra grazie all'attacco rapido. Allo stesso tempo, ogni nota è solida e ben definita; il suono ci ricorda le chitarre più leggere di Hauser I e II, il che non dovrebbe sorprendere visto che Marco ha ispessito il top a circa 3 mm, migliorando il sustain e controllando gli armonici, consentendo alla chitarra di modulare facilmente con una varietà di colori timbrici e una gamma dinamica ampia. La risonanza del corpo è impostata vicino al Mi ed è dotata di un tornavoz da 20 mm con rinforzo in fibra di carbonio e fasce laterali molto sottili, che conferisce a questa chitarra una gamma bassa davvero impressionante, oltre agli acuti chiari e brillanti. La chitarra è estremamente comoda da suonare con entrambe le mani e, nonostante la finitura a gommalacca, il manico è trattato con olio per una sensazione molto confortevole e "anti-appiccicosa" per il pollice della mano sinistra, rendendo il passaggio da una posizione all'altra estremamente fluido. Assolutamente deliziosa da suonare e da ascoltare, questa è una chitarra fantastica, costruita sulle basi più tradizionali, ma con un'estetica unica e di grande gusto. Pur essendo usata, questa chitarra è in condizioni eccellenti, quasi pari al nuovo, con pochissimi segni di usura. Nel complesso, una chitarra da concerto fantastica sotto ogni punto di vista.
Foto di questa chitarra scattate durante la sua costruzione.
Video
Questo è uno strumento straordinario di Marco Bortolozzo, che si è davvero superato per creare una meraviglia estetica e sonora! Il design è profondamente legato al suo background nel design industriale. Per questa chitarra ha esplorato il motivo del "cerchio perfetto", che parte dalla forma della buca e si trasforma poi in altre aree della chitarra, come la parte superiore della paletta e negli intarsi (con cerchi "sovrapposti" intarsiati nella rosetta, nel tallone e persino nelle placche delle meccaniche - anch'esse realizzate da Marco con componenti Gotoh, secondo i suoi standard rigorosi, con ingranaggi "nascosti" per un aspetto a filo frontale. Nota: anche i pulsanti delle meccaniche hanno una forma circolare). I bordi e gli angoli "moderni" si fondono con elementi tradizionali che Marco trae dalle meraviglie architettoniche della sua città (Milano), una delle grandi capitali del design mondiale, e in particolare ha reso omaggio al liutaio del XVIII secolo René François Lacôte, soprattutto con il design della paletta.
La chitarra è estremamente leggera e costruita in modo efficiente, il che si traduce in un suono potente ed esplosivo con bassi profondi e risonanti e acuti melodiosi e simili a una voce. La risposta è immediata e veloce, il che la rende incredibilmente facile da suonare, soprattutto per la mano destra grazie all'attacco rapido. Allo stesso tempo, ogni nota è solida e ben definita; il suono ci ricorda le chitarre più leggere di Hauser I e II, il che non dovrebbe sorprendere visto che Marco ha ispessito il top a circa 3 mm, migliorando il sustain e controllando gli armonici, consentendo alla chitarra di modulare facilmente con una varietà di colori timbrici e una gamma dinamica ampia. La risonanza del corpo è impostata vicino al Mi ed è dotata di un tornavoz da 20 mm con rinforzo in fibra di carbonio e fasce laterali molto sottili, che conferisce a questa chitarra una gamma bassa davvero impressionante, oltre agli acuti chiari e brillanti. La chitarra è estremamente comoda da suonare con entrambe le mani e, nonostante la finitura a gommalacca, il manico è trattato con olio per una sensazione molto confortevole e "anti-appiccicosa" per il pollice della mano sinistra, rendendo il passaggio da una posizione all'altra estremamente fluido. Assolutamente deliziosa da suonare e da ascoltare, questa è una chitarra fantastica, costruita sulle basi più tradizionali, ma con un'estetica unica e di grande gusto. Pur essendo usata, questa chitarra è in condizioni eccellenti, quasi pari al nuovo, con pochissimi segni di usura. Nel complesso, una chitarra da concerto fantastica sotto ogni punto di vista.
Foto di questa chitarra scattate durante la sua costruzione.
Marco Bortolozzo nasce nei primi anni Ottanta in un piccolo paese in Italia in mezzo a vigneti, orti e motori smontati. Proviene da una famiglia di grandi lavoratori e impara presto dal padre come tenere in mano ogni tipo di attrezzo. Da bambino costruisce macchine in legno e smonta (e rimonta) biciclette. A 14 anni la musica diventa una cosa indispensabile nella sua vita e come molti adolescenti Marco studia chitarra e inizia a suonare insieme agli amici. In seguito, Marco si iscrive all'università per studiare design industriale. Questi anni sono fondamentali per la sua formazione come liutaio, perché impara a conoscere i processi di produzione e le fasi di progettazione. Marco impara a conoscere i materiali e i processi che servono per realizzare un prodotto. Vive per 5 anni in un ambiente fantastico, circondato da amici appassionati delle più svariate forme di creatività. Verso la fine degli studi Marco si rende conto che le chitarre non escono solo dalle fabbriche, ma che ci sono anche artigiani che riescono a vivere costruendo a mano splendidi strumenti musicali. Così Marco ha deciso di andare a conoscerne uno, ha scelto un liutaio a caso dalle pagine gialle e ha incontrato Dario Pontiggia. Dario si è dimostrato subito molto gentile e ha introdotto Marco alla storia di Antonio De Torres. Dopo un'ora di conversazione Marco Bortolozzo ha capito che fare il liutaio era ciò che voleva fare nella vita. Dal 2010 Marco è un liutaio professionista e le chitarre sono diventate la sua vita. Ha costruito molte chitarre e ha sempre fatto in modo che i suoi strumenti fossero facili da usare, avessero un'intonazione corretta, bassi profondi, alte frequenze brillanti e ampie capacità dinamiche. Le sue chitarre sono il frutto della passione e dello studio dei grandi liutai del passato.
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